La sanità nel nostro Paese viene articolata in pubblica e privata, sembrerebbe che siano due entità diverse, ovvero quella pubblica è a carico dello Stato e quella privata è a carico dei Cittadini che la utilizzano.
Invece non è così, sia quella pubblica che quella privata sono a carico dello Stato, la seconda attraverso le convenzioni.
Tutto questo nacque per creare una nicchia di clientela, in quanto le convenzioni vanno concesse, adesso dalle Regioni, e questo lo si fa nel più incontrollato arbitrio.
Naturalmente per rendere tutto credibile agli occhi dell’opinione pubblica i costi nella convenzione devono essere inferiori agli equivalenti pubblici, il che salva la faccia
Naturalmente in Italia ci sono realtà Ospedaliere private di grande valore sociale e nazionale come il “Gemelli o il San Raffaele” che non hanno bisogno di essere localizzati sul territorio, tanto è il loro valore.
Ma tutto questo pone delle domande che meritano non tanto delle risposte, ma tanta riflessione, in quanto oggi con la pandemia si discute se far tornare la gestione della sanità allo Stato.
Chi pensa questo e chi pensa il contrario sbagliando ritenendo che il tutto sia dovuto al tipo di gestione, decentrata o accentrata.
Il problema non è questo, il vero nodo da sciogliere è se la sanità deve servire a curare gli italiano o deve essere, anche un momento di clientela, di corruzione, di gestione degli operatori sanitari a tutti i livelli, e questo perché la politica è incapace di creare consensi fornendo soluzioni autorevoli ai vari problemi.
Perché il costo del posto letto in un Ospedale pubblico deve essere molto più elevato di quello convenzionato?
Perché alcune strutture Ospedaliere private riescono a costi inferiori di fornire una ottima sanità, a fare ricerca ad altissimi livelli, ad avere al proprio interno corsi universitari di medicina, anche di livello internazionale?
Perché in alcune strutture sanitarie private si riesce a remunerare meglio il personale medico e paramedico di quanto si fa nel settore pubblico?
Perché a parità di problematiche le strutture privata hanno rendimenti enormemente superiore di quelle pubbliche?
Voglio solo per un momento ricordare come la sanità nel nostro Paese è stata gestita a tentoni, voglio ricordare il periodo in cui la sanità doveva raggiungere il cittadino, si crearono così gli ospedali di montagna, i poliambulatori in ogni contrada, i piccoli pronto soccorso e così via. Dopo avere speso un mare di risorse molte di queste strutture non hanno mai funzionato e quelle avviate sono state successivamente chiuse.
Oggi si va all’accentramento per ridurre i costi di gestione e si privano territori importanti, come ad esempio il Lametino del proprio Ospedale. La cosa terribile è che per accentrare la sanità si prevede la costruzione di nuovi ospedali, invece di ottimizzare utilizzando l’uso di quelli esistenti sul territorio.
E’ il caso di Catanzaro che per accentrare tutto, chiede alla Regione Calabria 400 M€ per costruire l’ennesimo ospedale.
Poi c’è la gestione della medicina in senso stretto, come finora hanno fatto le categorie dei Notai e dei Farmacisti, così tentano di fare i medici, contingentare il numero dei medici, e questo si sta facendo col numero chiuso nelle università, chiusissimo ad odontoiatria, diventato un dato di conoscenza pubblica con il corona virus .
Le scuole di specializzazione sono il dominio di pochi eletti e la politica per superare questo scoglio fa diventare primario chi non è specializzato ma ha cinque anni di lavoro in reparto. Si acquisisce il titolo per usucapione e non per merito e competenza.
Ci sarebbe tanto altro da dire, comunque ritengo che sia sufficiente per far capite che il problema della sanità non può essere confinato nella gestione regionale o nazionale se si vuole veramente fare un grande passo in avanti.