Il Consigliere Regionale Franck Santacroce interviene con decisione in difesa dei lavoratori del Sant’Anna Hospital e dichiara che:"Consapevoli che le accuse mosse dalla Procura della Repubblica di Catanzaro sono gravissime e che la ricerca della verità deve essere alla base di ogni percorso di legalità e giustizia i lavoratori della clinica catanzarese vanno comunque salvaguardati e tutelati specie se si tiene conto che loro sono le vere vittime di questa triste vicenda."

"Una vicenda che non può e non deve essere analizzata limitandosi a ricercare i  colpevoli ma cercando di estendere le responsabilità a quella classe dirigente regionale e politica che negli anni ha omesso di fare i controlli, ha omesso di esercitare i necessari poteri ispettivi quando si tratta di strutture private che operano sotto accreditamento e quindi con soldi pubblici."

"Il commissariamento decennale della sanità calabrese ha creato questi fenomeni ed invece di occuparsi di riordinare il sistema sanitario ha pensato solo a navigare a vista senza mai occuparsi seriamente dei problemi. A questo punto è facile per tutti manifestare solidarietà ma i lavoratori e i pazienti hanno bisogno di risposte e non solo di belle parole specie se queste arrivano da quella classe politica che ha creato questo scempio. Non ho mai pensato che la revoca dell’accreditamento sia il sistema migliore per risolvere la vicenda sia perché sguarnisce il sistema di prestazioni mediche che evidentemente erano state delegate ai privati perché gli ospedali pubblici non ne erano all’altezza o dotate di unità di terapia intensiva coronarica con posti sufficienti per il fabbisogno per cui resto dell’idea che la struttura debba essere affidata ad un amministratore giudiziario che rimetta in sesto l’accreditamento e gestisca la clinica fino alla fine del percorso giudiziario e non limitato alle prestazioni già erogate nel 2020. Questo sistema, già adottato in altre realtà italiane, deve essere accompagnato anche dalla stipula di nuove convenzioni con tutte le strutture sanitarie che gestiscono servizi pubblici perché bisogna sempre garantire la prosecuzione dei servizi in situazioni simili e non necessariamente arrivare subito alla revoca o sospensione degli accreditamenti o autorizzazioni. È un problema di metodo che è sbagliato e va subito corretto. Fatta eccezione dello specifico problema emerso dalle indagini la clinica resta un’eccellenza calabrese che deve essere tutelata come tale perché proprio la regione Calabria l’ha resa tale e ora deve essere altrettanto diligente e responsabile a ridare dignità a chi ha sempre lavorato onestamente e non merita questo trattamento."

"Non è revocando le autorizzazioni che si risolvono i problemi e per quel che posso sarò al fianco di chi in questo momento sta subendo un’ingiustizia e che vuole poter lavorare onestamente anche ricercando eventualmente nuovi imprenditori pronti a intervenire nel caso si rendesse necessario,"