Il Comune del Centro dell'Istmo, guidato dal Sindaco Vittorio Scerbo, si era costituito parte civile ed aveva avanzato richiesta di risarcimento pari a 100mila euro

Il Comune di Marcellinara sarà risarcito del danno ambientale perpetrato dai fumi maleodoranti della Seteco: lo ha stabilito la Corte di Appello di Catanzaro con la sentenza del 9 marzo scorso nel procedimento per violazione della normativa ambientale sui rifiuti  da parte della fabbrica Seteco, che, nelle intenzioni progettuali doveva produrre fertilizzanti, nella zona industriale di Marcellinara, ma che, invece, alla prova dei fatti, diffondeva nell'aria fumi maleodoranti derivanti dalla combustione di tonnellate di rifiuti ammassati nello stesso stabilimento senza il rispetto della prescritta normativa del settore.

Se per il proprietario rimane prescritto il reato non sarà così invece per il risarcimento del danno a cui è stato condannato dalla Corte d'appello, confermando quanto già stabilito dalla sentenza di primo grado del Tribunale di Catanzaro. Sarà avviato, per questo, una volta passata in giudicato la sentenza, il giudizio in sede civile da parte del Comune di Marcellinara, difeso dall'Avv. Giovanni Romano del Foro di Lamezia Terme, per la quantificazione della somma da risarcire, che, nel corso del procedimento penale, era stata avanzata nella somma consistente di 100mila euro, per la realizzazione di una valutazione complessiva di impatto sanitario sul territorio.

Il Comune di Marcellinara, guidato dal Sindaco Vittorio Scerbo, si era, infatti, costituito parte civile nel procedimento a carico del proprietario ed oggi porta una vittoria importante, a testimonianza dell'impegno a difesa e tutela massima dell'ambiente e della salute dei cittadini.

"Dopo più di dieci anni – ha dichiarato il Sindaco Vittorio Scerbo – finalmente otteniamo giustizia per essere risarciti del danno ambientale e di immagine arrecato al nostro territorio, strategico per tutta l'area centrale della Calabria. Proseguiremo con la nostra politica amministrativa a difesa massima dell'ambiente per garantire la vivibilità in un territorio salubre e che valorizza le sue risorse e bellezze naturali e paesaggistiche. Un ammonimento quindi – ha concluso il Sindaco Vittorio Scerbo - a chi vorrebbe guardare al nostro territorio con l'occhio del "prenditore" che guarda ai propri interessi disinteressandosi degli impatti sull'ambiente e la salute dei cittadini: non sono queste le persone ben accette, quindi stiano alla larga da Marcellinara!"

Lo stabilimento Seteco produceva fertilizzanti ed è stato chiusa dopo il sequestro disposto dalla Procura della Repubblica di Catanzaro nell'ambito di un'indagine su presunte violazioni delle norme ambientali. Tante le richieste d'intervento da parte dell'Amministrazione Comunale di Marcellinara, visti i fumi che sprigionava la Seteco ogni giorno a causa dei rifiuti ammassati che andavano in combustione, fino all'intervento finale di bonifica attuato dal Dipartimento Ambiente della Regione Calabria.