È ora di dire dire no all'indifferenza, prima che sia troppo tardi: siamo tutti figli di questa terra!

In questi giorni frenetici che precedono la prossima campagna elettorale calabrese, attraversando in lungo e in largo la nostra regione, mi capita di soffermarmi ad ammirare tutte le sue bellezze, scandite dai ritmi variegati di chi si reca in spiaggia o al lavoro. E soprattutto mi ritrovo spesso a riflettere sulla fortuna di nascere in questo angolo di mondo, nonostante le contraddizioni e lo sforzo che la tensione al cambiamento richiede. Cercare di trasformare  il Sud in un luogo nel quale restare anziché dal quale partire è un obiettivo impegnativo, una lotta continua, contro certe logiche distorte, contro certi sistemi fallimentari, contro certi limiti culturali.

Eppure, nonostante tutto siamo fortunati e dovremmo essere grati di vivere in una terra che non è dilaniata dai conflitti a fuoco. Non possiamo ignorare la sorte di quei fratelli nati  in terre devastate dalla guerra, depredate, disumanizzare. È compito della politica dare risposte, ma dare risposte vere, concrete, non di possono dispensare illusioni. D'altronde che cos'è la politica se non visione del mondo e dei processi di cambiamento da governare? È compito di un Occidente custode di cultura e democrazia interrogarsi sui fallimenti geopolitici dello stesso, laddove esistono ancora dittature sanguinarie  e dove impera la soppressione dei diritti dell'uomo, come sta avvenendo in queste ore a Kabul. 

Le immagini strazianti che giungono dall'Afghanistan impongono una riflessione collettiva, animata da sentimenti essenziali per l'essere umano come la solidarieta'.

Chi nel quotidiano si occupa della cosa pubblica, conosce bene il valore e l'efficacia del fare rete. È per tali ragioni che accolgo positivamente la proposta formulata al Governo dal presidente ANCI, De Caro, di ampliare il progetto della rete SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) per garantire un futuro di pace agli uomini, alle donne e ai bambini in fuga dal loro Paese. 

Sarebbe il primo segnale forte di una comunità internazionale che in venti anni ha solo regalato false speranze ad un popolo e al mondo intero, attraverso un falso modello di esportazione della democrazia che altro non è stato se non mera occupazione militare. 

È ora di dare risposte concrete e fare scelte audaci. Mi batterò per sempre in ciò che credo, con onestà e trasparenza, convinto che un'alba più radiosa possa esserci per tutti i popoli. 

Buona domenica 
Orlandino Greco IDM