Lamezia
Terme, 15 febbraio 2020 - Prendo atto
con soddisfazione del fatto che si
va diffondendo la consapevolezza nei Comuni del comprensorio lametino, che bisogna
costituire una aggregazione per opere assieme rispetto alle problematiche dei servizi e
dello sviluppo. Nel 2007 il Centro Riforme, democrazia e diritti che presiedo,
organizzò un incontro invitando i sindaci del comprensorio per sottoporre la
proposta di istituire l’Unione dei Comuni come prevista dalla legge 142 del
1990.
Pochissimi i
presenti e i partecipanti in parte favorevoli il resto molto scettici. Non se
ne fece nulla. Oggi che si è diffusa
ampiamente la convinzione che è opportuno e utile aggregarsi, senza
mettere in discussione o cancellare l’identità e l’autonomia dei singoli Comuni,
non c’è che operare a livello istituzionale con gli strumenti legislativi
vigenti (articolo 32 del Testo Unico Enti locali-D.L.Legs. 267 / 2000
).Si può avviare da subito il processo di formazione dell’Unione
- una entità istituzionale
superiore, con competenze ben individuate dalle norme citate e soggetto di
delega di funzioni statali e regionali -
da esercitare nell’interesse dei territorio e delle popolazioni con
l’utilizzazione di finanziamenti dello Stato e della Regione riservate a questo
tipo di operazioni.Per questa iniziativa un grande ruolo è chiamato a svolgerlo
il Comune ed il sindaco di Lamezia.Leggo di proposte per l’istituzione della
“grande Lamezia”, cioè una sorta di unificazione in un Comune unico - cioè
Lamezia - dei Comuni del Circondario. Ma davvero è realistico pensare che i
singoli Comuni cancellino la loro identità e rinuncino alla loro autonomia per
unificare con Lamezia i territori e le popolazioni?La stessa cosa dicasi per
l’altra proposta avanzata nelle settimane passate: Lamezia Città Metropolitana. Le Città Metropolitane
sono state istituite a norma dell’articolo
22 del testo unico citato.Con questo articolo il legislatore nazione ha
prima individuato delle “Aree
Metropolitane”. Tale norma così recita. “ Sono da considerar aree metropolitane
le zone comprendenti i comuni di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna,
Firenze, Roma, Bari Napoli e gli altri comuni i cui insediamenti abbiano con essi rapporti di stretta
integrazione territoriale e in ordine alle attività economiche, ai servizi
essenziali alla vita sociale, nonché alle relazioni culturali e alle
caratteristiche territoriali” . Successivamente, con l’articolo 42 della legge
5/2009, è stato confermato l’elenco delle aree metropolitane sopra elencate
aggiungendoci Reggio Calabria. Tutte
queste Città Metropolitane sono state istituite sciogliendo le Province e
delimitando i territori aggregando i Comuni contermini alle città sopra
elencate. La Città metropolitana di Reggio comprende tutta la Provincia e con a
capo il Sindaco della città capoluogo. Allora, quando si proponi la citta
metropolita di Lamezia, a quale soluzione si pensa? In base alle norme vigenti
ci sono dei passaggi legislativi da compiere – deve decidere il Parlamento - e
la soluzione non può che essere una:
l’istituzione della Citta metropolitana
con al centro Catanzaro, l’aggregazione dell’intera Provincia con a capo il sindaco della città
capoluogo. Si può discutere in astratto. Ma se Lamezia non vuole perdere altri
decenni inseguendo obiettivi irrealistici (la Provincia, proprio mentre si
cancellavano di fatto, ora la Città Metropolitana e astrattezze simili) bisogna
operare sull’esistente e azionando le leggi vigenti.Ai Comitati, più o meno
festaioli, mi permetto di suggerire di
svolgere una importante funzione: esser di stimolo per progetti di servizi al territorio (quelli
a rete dal gas all’energia elettrico, ai Rsu, quelli per le persone e per una
sanità efficiente, per i servizi
scolastici, per la promozione culturale e la valorizzazione dei beni culturali
con la realizzazione di “itinerari turistici” culturali e naturalistici, ecc.)
e per programmi di sviluppo economico occupazionale Noi del Centro continueremo
a fare la nostra parte come abbiamo sempre fatto.
