I sindaci dei piccoli centri oggetto della soppressione
delle postazioni di Guardia Medica contestano con forza la delibera dei commissari dell’Azienda Sanitaria del 13
febbraio 2020 con la quale è stata disposta la chiusura dei due terzi delle postazioni
di Guardia Medica della Provincia di Catanzaro e con un documento (firmato dai
sindaci di Catanzaro, Lamezia Terme,
Miglierina, Cicala, Serrastretta, Gimigliano, Vallefiorita, Carlopoli,
Cardinale, Gizzeria, Jacurso, Taverna, Zagarise, Pentone, Martirano Lombardo,
Albi, Magisano, Sorbo San Basile, Fossato Serralta, Sersale, Montepaone,
Chiaravalle, Platania, San Mango d' Aquino, San Pietro Apostolo, Settingiano,
Pianopoli, Andali, Girifalco, Motta Santa Lucia, Cenadi, Cerva, Stalettì,
Borgia, Tiriolo, Marcedusa, Soveria Mannelli, Sant'Andrea Jonio, San Floro,
Palermiti, Amaroni, Torre di Ruggero, Gasperina, Feroleto Antico, Marcellinara,
Soveria Simeri, Martirano, Olivadi, Sellia Marina, Caraffa di Catanzaro, Nocera
Terinese, Isca, Guardavalle e Cortale) oltre a richiedere l’immediata revoca
della delibera, evidenziano che la stessa è stata adottata in aperta violazione
della legge per i seguenti motivi:
"1) mancanza di concertazione preventiva con l’assemblea dei
sindaci;
2) violazione del DPGR n. 94/2012, con esplicito riferimento
all’allegato A, che in modo inequivocabile assegna all’Asp di Catanzaro 50
postazioni di Guardia Medica a fronte delle 25 decretate attualmente dai
vertici dell’Asp;
3) mancanza della contestuale riorganizzazione della rete
ospedaliera e della rete delle patologie complesse per garantire una idonea e
opportuna copertura dei territori calabresi;
4) contrasto palese con il combinato disposto della legge
cosiddetta Realacci e delle politiche governative (es. Strategia delle aree
interne) che, al contrario, spingono per la riorganizzazione e l’aumento
complessivo dei servizi nei Comuni interni al fine di un efficace contrasto
allo spopolamento, con l’aggravio di perdita di posti di lavoro per i sanitari
che svolgono il proprio servizio con abnegazione e tra mille difficoltà.
Per queste ragioni esprimiamo fortissimo dissenso rispetto a
una scelta che riteniamo scellerata. Chiediamo ai commissari dell’Asp di
revocare immediatamente il provvedimento. Al riguardo, pur chiarendo di non essere
disposti a trattare sull’immediata revoca delibera, si fornisce, fin d’ora,
piena disponibilità all’avvio di un percorso sinergico finalizzato a
raggiungere i livelli minimi di assistenza previsti per legge. Crediamo che i
responsabili della delibera di soppressione delle Guardie mediche non conoscano
minimamente il territorio che, oltretutto, è bene ribadire come sia tutelato da
una legge nazionale a difesa dei servizi qual è la legge Realacci. La decisione
presa dai commissari non farà altro che arrecare disagio ai cittadini: ci
chiediamo, a questo punto, se i commissari abbiano mai percorso le disagiate e
tortuose strade di collegamento tra i nostri Comuni durante l’inverno, quando
nebbia e intemperie le rendono impraticabili. La popolazione dei nostri Comuni
è soprattutto composta da anziani, che hanno bisogno di un’assistenza presente
e continua che possa risolvere le situazioni di emergenza. Secondo i piani
dell’Asp, invece, questi interventi dovrebbero essere dirottati a chilometri
distanza, ma così facendo otterranno un solo obiettivo: quello di affollare ulteriormente il Pronto soccorso
dell’Ospedale di Catanzaro, già afflitto da una drastica carenza di medici e
infermieri.
Al centro della questione c’è il diritto alla salute,
garantito dalla Costituzione, che non può essere trasformato, così come stanno
facendo i commissari, in un cinico calcolo di natura contabile. Quando sono
necessari 45’ prima che arrivi un’ambulanza va da sé che sia troppo tardi per
rispondere a un’urgenza sanitaria. Per questo è importante la presenza del
medico di continuità assistenziale e delle Guardie mediche. I nostri presidi
non possono essere soppressi. Se i commissari resteranno sordi a queste
legittime istanze, non ci resterà altro che rassegnare le dimissioni.”
Della spinosa questione è stata investita la conferenza dei
sindaci dell’Azienda Sanitaria Provinciale che è stata convocata per il 4
marzo.
I sindaci hanno chiesto alla neo Presidente Santelli di
essere presente all’assise dei sindaci.
