Montauro - Grangia di Sant’Anna, novità per il restauro: cultura e sicurezza al centro del progetto

 



Arriva da da un comunicato congiunto del Comitato “Arcangelo Pisani” di Montauro e delle associazioni Italia Nostra Soverato–Guardavalle, “L’Arca” e del Gruppo di Studi-Ricerche-Archiviazioni “L’Occhio del Pavone” di Montepaone, “Il Sotterraneo” di Gasperina e “Pietra Elisa” di Palermiti, una notizia che riguarda il destino della Grangia di Sant’Anna 

Gli enti hanno voluto richiamare l’attenzione pubblica sull’importanza strategica dell'intervento di restauro per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale del territorio, rivolto anche all’itinerario naturalistico, culturale e ambientale “La Via dei Mulini”, un percorso che rappresenta un patrimonio identitario di straordinaria rilevanza per l’intero comprensorio. 

Il progetto “Terre di Cassiodoro Cultural Itineraries & Streetart” coinvolge i Comuni di Squillace, Stalettì, Gasperina, Montepaone e Montauro, ponendosi come iniziativa di valorizzazione integrata capace di coniugare tutela del patrimonio storico, riqualificazione del paesaggio e linguaggi artistici contemporanei. In questo quadro, la Grangia di Sant’Anna, situata nel territorio di Montauro e punto di avvio dell’antico percorso dei mulini, assume un ruolo centrale quale testimonianza della presenza monastica e dell’organizzazione agricola medievale legata ai Certosini. 

Edificata nell’XI secolo, la Grangia – nome che in antichità indicava un complesso edilizio monastico, specialmente cistercense o benedettino, destinato allo stoccaggio di grano e sementi – è uno dei più grandi e importanti della Calabria e costituisce un luogo simbolico per le comunità locali, per la sua rilevanza storica, culturale e monumentale. Negli anni scorsi l’amministrazione comunale di Montauro ha ottenuto significativi finanziamenti destinati al restauro, grazie ai quali il complesso è oggi visitabile e richiama studiosi, appassionati e turisti, oltre a ospitare eventi culturali di particolare suggestione durante la stagione estiva. 

Alla luce della crescente fragilità del terreno su cui insiste la Grangia, che negli ultimi anni ha compromesso l’assetto idrogeologico naturale aumentando l’instabilità dell’area, appare auspicabile che il progetto includa interventi di messa in sicurezza delle zone franose adiacenti alla Grangia stessa e al Mulino di Gasperina, così da garantire una tutela effettiva e duratura del sito. 


Marika Codispoti 
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