Epatite A in Calabria: casi sotto osservazione tra Catanzaro e Cosenza

 



 

Nelle ultime settimane si registra un aumento dei casi di epatite A in diverse aree della Calabria, con particolare concentrazione tra le province di Catanzaro e Cosenza. Si parla di circa 10 casi divisi tra le province, alcuni con ricoveri, ma che presentano tutto sommato un quadro stabile.

Nonostante ciò, la situazione ha spinto le autorità sanitarie ad avviare accertamenti approfonditi per individuare le cause della diffusione e verificare l’eventuale presenza di fonti comuni di contagio, mentre si intensifica il monitoraggio epidemiologico su un fenomeno che, pur non configurandosi al momento come emergenza, viene considerato un segnale da non sottovalutare.

L’epatite A è una malattia infettiva del fegato che si trasmette prevalentemente per via oro-fecale, spesso attraverso il consumo di acqua o alimenti contaminati o in condizioni igieniche non adeguate, e si manifesta con sintomi come febbre, stanchezza, nausea e ittero, risultando generalmente più rischiosa per soggetti fragili.

Le autorità sanitarie hanno avviato indagini che, allo stato attuale, si stanno concentrando soprattutto sulle abitudini alimentari dei soggetti coinvolti, con una particolare attenzione al consumo di pesce crudo o poco cotto, considerato uno dei principali veicoli di trasmissione del virus in contesti simili, più che su ipotesi non confermate legate a specifiche provenienze geografiche dei prodotti.

Gli accertamenti in corso puntano infatti a ricostruire con precisione i contatti e le possibili esposizioni comuni tra i casi segnalati, analizzando la filiera alimentare locale, i luoghi di somministrazione e le condizioni igienico-sanitarie, senza che al momento emergano evidenze certe che colleghino il contagio a una singola fonte o a forniture provenienti da altre regioni, mentre resta centrale il richiamo alla prevenzione. Questa passa attraverso pratiche consolidate come il consumo di alimenti adeguatamente cotti, una corretta igiene delle mani e l’attenzione alla qualità delle materie prime, in un quadro che, pur sotto controllo, richiede cautela e responsabilità sia da parte degli operatori del settore sia dei cittadini.


Marika Codispoti

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