Il referendum sulla riforma costituzionale della giustizia si è concluso con la prevalenza del “No”, che ha ottenuto il 54,63% dei voti, contro il 45,37% del “Sì”.
L’affluenza si è attestata al 58,5% degli aventi diritto, pari a oltre 26 milioni di votanti su un corpo elettorale di circa 46 milioni. Un livello di partecipazione significativo per una consultazione su un tema tecnico e articolato come quello dell’ordinamento giudiziario. In termini assoluti, i voti contrari sono stati circa 14 milioni, mentre quelli favorevoli poco più di 12 milioni. Il divario di oltre nove punti percentuali indica una maggioranza chiara, pur in presenza di una quota consistente di elettori favorevoli alla riforma.
Il quesito riguardava una revisione costituzionale ampia, che interveniva su diversi aspetti del sistema giudiziario, tra cui la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, la riorganizzazione del Consiglio superiore della magistratura e l’introduzione di un nuovo organo disciplinare. Trattandosi di un referendum confermativo, non era previsto quorum: l’esito è stato, dunque, determinato dalla maggioranza dei voti espressi.
Il risultato lascia invariato l’attuale quadro normativo e riporta il tema della giustizia all’attenzione del Parlamento, che resta l’organo competente per eventuali nuovi interventi legislativi o costituzionali.
Anche in Calabria prevale il “No”, affluenza in linea con il dato nazionale
Anche in Calabria il referendum sulla giustizia del 2026 si chiude con la prevalenza del “No”, in linea con il risultato nazionale. Secondo i dati definitivi, i voti contrari alla riforma si attestano attorno al 55%, mentre il “Sì” si ferma poco sopra il 45%. L’affluenza regionale si è collocata intorno al 57% degli aventi diritto, leggermente al di sotto della media nazionale del 58,5%, ma comunque significativa per una consultazione referendaria.
Il dato conferma un orientamento piuttosto uniforme sul territorio calabrese, senza particolari scostamenti tra province, e contribuisce al risultato complessivo che ha portato alla bocciatura della riforma. Anche per la Calabria, dunque, l’esito del voto comporta il mantenimento dell’attuale assetto costituzionale in materia di giustizia.
Marika Codispoti