Se l’attuale sindaco, avvocato e docente universitario, e l’avvocato Paolo Mascaro, già più volte sindaco della città, si confrontano - sia pure a distanza - sulla reale situazione finanziaria del Comune, e se l’ex primo cittadino rivolge ai consiglieri comunali l’appello che riportiamo di seguito, allora il punto è semplice: le possibilità sono soltanto due.
La prima è che Mascaro abbia ragione,
e che alle sue affermazioni non venga opposta alcuna smentita puntuale, fondata
su atti, numeri e dati verificabili, né da parte del sindaco né da parte della
struttura dirigenziale del Comune.
La seconda è che l’amministrazione
comunale smentisca con chiarezza e con documenti alla mano quanto sostenuto
dall’ex sindaco, dimostrando che il quadro rappresentato non corrisponde alla
situazione reale dei conti dell’ente.
Non sembrano esservi molte altre
strade. In casi del genere, per usare una formula cara al linguaggio forense, tertium
non datur. Al di là delle appartenenze politiche, delle letture di parte, delle
tifoserie e delle inevitabili schermaglie tra sostenitori, resta un dato
essenziale: su una materia delicata come quella economico-finanziaria, non
possono valere né le impressioni né le convenienze, ma soltanto la forza degli
atti.
Per questo l’intervento di Mascaro
assume un rilievo politico particolare. L’ex sindaco ha infatti scelto di
esporsi fino in fondo, ponendo una questione radicale e chiamando
amministrazione, dirigenti e consiglieri a una responsabilità diretta. In altri
termini, ha alzato la posta al massimo livello possibile. A questo punto, il
sindaco Murone potrà replicare in un solo modo davvero decisivo: provando con i
fatti, con le carte e con i numeri, l’esistenza di una situazione tale da
giustificare le scelte annunciate. In caso contrario, il rischio è che il
confronto non resti confinato alla polemica politica, ma si trasformi in una
questione ben più seria per la città.
Riportiamo una sintesi dell’appello
di Mascaro:
“Ascolto dichiarazioni
estremamente preoccupanti rilasciate in un’intervista da parte del primo
cittadino in materia economico finanziaria.
E’ stata approvata ieri in Giunta proposta di deliberazione al Consiglio
Comunale inerente il Rendiconto 2025 che è assolutamente non condivisibile e
che rischia di essere prodromica al massacro di un ente locale che ad oggi non
ha un debito esigibile impagato e che ha tempi di pagamento delle fatture
commerciali pari a giorni 20 (l’ente paga quindi con un anticipo di 10 giorni
rispetto alle scadenze di legge) mantenendo contemporaneamente un attivo di
conto corrente. Incredibile avere, poi, disposto accantonamento per fondo
contenzioso di quasi 9 milioni di euro, e cioè circa il doppio rispetto alla
Città di Catanzaro e circa il quadruplo rispetto alla Città di Cosenza, ed
avere disposto accantonamenti per debiti antichi già rateizzati e regolarmente
in corso di pagamento senza invece prevedere l’applicazione della nuova
formulazione del terzo comma dell’art. 194 del TUEL, recependo supinamente
suggerimenti e prescrizioni non condivisibili evitando, per come invece
doveroso a tutela della Città, ogni necessaria contestazione ed impugnativa.
Si vorrebbe, quindi, predisporre un piano di riequilibrio in assenza di un solo
debito esigibile e scaduto; si vuole, quindi, massacrare di fatto la Città.
E’ un momento drammaticamente importante e necessita che i Consiglieri
Comunali, senza differenza di colore politico, stiano attenti a non divenire i
carnefici del proprio territorio e sono certo che le loro capacità ed il loro
amore per Lamezia faranno in modo che ciò non avvenga.
Ovviamente, ogni aspetto sarà ulteriormente chiarito e ad ogni incontro e
confronto con chicchessia sono e sarò in qualsivoglia momento disponibile.”
