Il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, ha preso una posizione forte sulla controversia legata al servizio “Chiama Roma”, un appalto che coinvolge circa 150 lavoratori di un call center di Crotone. La questione, che rischia di compromettere il futuro di queste famiglie, ruota attorno a un bando che secondo Bruno presenta criteri ingiusti e discriminatori. La vertenza non riguarda solo un semplice appalto, ma la dignità e il futuro di un’intera comunità lavorativa.
Parlando dal suo ufficio a Crotone, Bruno ha dichiarato: “La vertenza del servizio Chiama Roma non può essere archiviata come una questione tecnica o burocratica. Qui è un gioco il lavoro, la dignità e il futuro di circa 150 lavoratrici e lavoratori di Crotone che da oltre dieci anni garantiscono con professionalità e continuità, un servizio pubblico essenziale per la Capitale”.
Il cuore del problema risiede nei nuovi criteri di bando che introducono punteggi aggiuntivi legati alla territorialità romana, un cambiamento che Bruno considera fuori luogo per un servizio che ha storicamente operato con successo da Crotone. “Parliamo di persone che hanno costruito competenze, stabilità e qualità del servizio nel tempo “ha sottolineato Bruno e che oggi si vedono improvvisamente messe ai margini”.
La proposta del trasferimento dei lavoratori a Roma, a oltre 600 chilometri di distanza, è percepita come “un licenziamento mascherato” Bruno critica aspramente questa prospettiva definendola “irrealistica e socialmente inaccettabile”, in particolar modo per i lavoratori part-time e per una regione già colpita da fragilità occupazionali significative.
