La Regione Calabria si impegna a trasformare la Commissione consiliare contro il fenomeno della ’ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa in un presidio reale, riconoscibile e profondamente radicato nella società calabrese. Questo è il messaggio forte e chiaro lanciato dal vicepresidente della Commissione, il consigliere regionale Enzo Bruno, durante la seduta di insediamento svoltasi recentemente a Catanzaro.
«Parliamo di una Commissione – sottolinea Bruno – che ha una caratura sociale altissima e che non può limitarsi a un ruolo formale. La Calabria vive ancora oggi una contraddizione profonda: territori che vengono raccontati come “isole felici” ma che, proprio per questo, rischiano di abbassare la guardia. È spesso lì che l’illegalità si insinua con maggiore facilità», ha aggiunto Bruno, evidenziando la necessità di un'azione continua e incisiva.
Un Focus su Azioni Concrete e Presenza Territoriale
Recenti episodi di criminalità, come gli attacchi ai bancomat nelle zone interne della regione, sottolineano l'urgenza di un intervento deciso. «Non si tratta solo di fatti criminali – evidenzia Bruno – ma di azioni che incidono direttamente sulla vita quotidiana delle comunità. In molti piccoli centri un bancomat rappresenta un servizio essenziale: colpirlo significa minare la tranquillità delle popolazioni e alimentare un senso di insicurezza diffusa. Per questo ho chiesto al presidente Polimeni che la Commissione si riunisse immediatamente: la Regione deve far sentire la propria presenza».
Pur senza i poteri della Commissione parlamentare antimafia, l'organismo regionale intende costruire una propria forza. «I nostri poteri sono limitati, è vero – afferma Bruno – ma possono essere rafforzati attraverso il lavoro, la continuità e il radicamento. Dobbiamo essere presenti nelle scuole, accanto ai sindaci, nel mondo dell’impresa, per dare un segnale chiaro: la Regione Calabria c’è ed è impegnata concretamente nel contrasto alla ’ndrangheta e a ogni forma di illegalità diffusa».
Proposte di Innovazione e Collaborazione
Bruno propone un cambio di passo rispetto alle precedenti legislature con un programma strutturato che includa convocazioni frequenti, seminari, e incontri pubblici in tutte le province calabresi, specialmente nei territori più esposti. «Il nostro lavoro non sarà soltanto legislativo, ma soprattutto di studio, analisi e costruzione di una cultura della legalità», spiega.
Un altro punto centrale del suo intervento riguarda la riflessione sugli strumenti normativi attuali, come lo scioglimento dei Comuni per infiltrazioni mafiose. «Dobbiamo avere il coraggio di interrogarci sull’efficacia di misure come lo scioglimento dei Comuni – sostiene Bruno –. Sciogliere un Consiglio comunale eletto e lasciare intatta la struttura tecnico-amministrativa pone un problema evidente: così non sempre si bonifica davvero il sistema».
Per avviare i lavori con un’impostazione di alto profilo, Bruno suggerisce di invitare il professor Enzo Ciconte, esperto di criminalità organizzata, per contribuire con la sua esperienza accademica e il suo lavoro di ricerca. «La sua esperienza rappresenta un contributo prezioso per comprendere a fondo i meccanismi della criminalità organizzata e orientare in modo efficace il lavoro della Commissione», afferma.
Un Impegno Verso il Futuro
«La Commissione – conclude Enzo Bruno – ha davanti a sé una sfida complessa ma decisiva. Dobbiamo reinventarne il ruolo, renderla utile, presente e credibile. Solo così potremo rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e fare della Regione Calabria una presenza viva e riconoscibile nei territori».
